sociologia pas | Kame il Kane detto il Konte (e loro furono: Spaik Last DJ Masso Zia)
La perversione è un'esperienza che ci permette di entrare più in profondità in quella che potremmo definire, nel vero senso dell'espressione, la passione umana... Eh già , una volta questo era l'incipit del blog.
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Ritorno a scrivere dopo due settimane, per riportare un paio di fatti di cronaca particolarmente rilevanti per la nostra tag perverso-malato della settimana.
Innanzitutto, ecco il novello Norman Bates:
New York, si traveste da madre morta per intascare la pensione
Tra l'altro, oltre che essere perverso/malato, vedendo la foto, mi risulta anche alquanto comico...
Si passa poi ad una notizia quasi shock, ovvero
Choccante Freeman. Sesso con la nipote?
In questo caso, mi spiacerebbe se queste che al momento sono solo illazioni, si rivelassero veritiere.
Morgan Freeman è uno tra i più grandi attori di Hollywood ed è benvoluto da molti cinefili come me. Mah! Sta di fatto che per ora entra anche lui in questa categoria.

Categoria di cui non può non far parte colui che negli ultimi mesi, è sulla bocca di tutti, per qualunque cosa egli faccia, ovvero il Silvio nazionale, oramai per tutti conosciuto semplicemente come Papi Silvio.

Dagli inizi con la Carfagna, per poi passare al "Vaso di Pandora" Noemi, siamo passati al resto delle veline, e delle escort invitate nei suoi innumerevoli "paradisi terrestri" tra antipasti di pezzi di pizza e champagne, balli e canti con il fidato Apicella, incontri in lettoni, e voli nazionali per tutte quelle facenti parte del suo harem.
Emblematico l'intervento di J.Ax ex Articolo 31. Alla domanda:
A proposito di (troppo) giovani: che pensi dell'ultima campagna elettorale?
Risponde così:
Penso che Berlusconi dovrebbe smetterla di andare in giro con Apicella e chiamare i Club Dogo! Scherzi a parte, mi ha stupito sentirmi moralista: io a certe cose non ci penserei a 36 anni, figurarsi avendone il doppio ed essendo nel suo ruolo. Diventerei paranoico ad avere intorno 30 veline nude. A me piace fare le grigliate con gli amici. Ma se poi salta fuori un capo di Stato con l'hot dog, ti passa pure la fame...
Caro presidente, la palma di questa settimana se la becca proprio lei!
A distanza di quasi 3 anni, mi ritrovo qui a parlare di questo "esemplare di maschio italiano meridionale".
Se rileggete il vecchio post al link di cui sopra, vi accorgerete di come molte delle osservazioni fatte all'epoca, siano ancora di estrema attualità.
A farmi tornare a parlare di ciò, è stato un mio vecchio amico e compagno delle superiori, Dario "l'Ente", che mi ha linkato questo video qui sotto (nel continua a leggere, se non sentite bene le parole, il testo della canzone):
Il seguente scritto è un monito per il PAS* Creator tratto dal libro "Videogiochi e cultura della simulazione. La nascita dell'«homo game»" di Gianfranco Pecchinenda. Ciò che segue è una cosa che già feci notare a suo tempo a LastIlPario, ma che solo ultimamente, ristudiando l'esame ho ritrovato. Ah, volevo informare il PAS* King 3/4 in laterale e in laterale A.K.A. il DJ Masso che la "seccia", inviatami per l'esame che dovevo sostenere ieri, non ha avuto esito visto che l'ho passato. Per ultimo un saluto all'amico Spaik, il PAS* Imperator : la prossima volta abbi più fede.
---Il bambino socializzato dalla tv impara naturalmente a divenire un "bricoleur" di messaggi e significati che ha tratto dalle sequenze televisive per lui più significative e che mette insieme secondo una logica provvisoria e casuale. ---
---Quella che in questo caso viene definita la "socializzazione virtuale", sarebbe la matrice di quella che, da adulto, tenderebbe a diventare un'identità "da spettatore" che semplicemente "assiste" a tutto ciò che gli viene mostrato; di un uomo, insomma, che <<farà comunque poco per difendere le sue idee e i suoi valori>>.---
---Un adulto-bambino <<senza chiari oggetti di riferimento nè certezze stabili nel tempo>>. Un uomo che non saprebbe fare altro che sviluppare emozioni e repentini entusiasmi o delusioni.---

Questo esemplare di maschio italiano della zona meridionale, durante la settimana, è solito girovagare per il proprio habitat naturale (Benevento) preso come è dai vari impegni tra studio e/o lavoro. Nel weekend, libero (o quasi) dagli impegni sopracitati, il Beneventano Medio sente l'impulso irrefrenabile di uscire fuori dai patrii confini provinciali, ed addentrarsi nei territori adiacenti al solo scopo di sollazzarsi. Nel corso di questo suo peregrinare fra locali, discoteche, cinema, della Campania ma non della propria città; il Beneventano Medio osservando la realtà femminile dei luoghi visitati, nota dettagliatamente tutti i particolari fisici delle indigene, ed una volta tornato nella sua dimora sannita, in presenza di propri simili che non hanno avuto la sua fortuna di uscire fuori BN, inizia col decantare le lodi delle "femmine" intraviste durante i suoi viaggi, non dimenticando di "disprezzare" il materiale autoctono con cui quotidianamente ha a che fare.
Non siamo però precipitosi: il Beneventano Medio non si ferma solo all'estetica dell'altro sesso non-beneventano; ma attua una pratica simile anche nel resto di ciò che i suoi occhi sono in grado di scorgere. Per farla breve: il Beneventano Medio apprezza tutto ciò che di BN non è, e contemporaneamente disprezza tutto ciò che di BN è! Naturalmente (e mi sembra di essere stato chiaro specificando che si parla della media dei beneventani) non sempre questa teoria è valida, tra i beneventani ci sono sempre le eccezioni del caso, come me ed altri ancora che ritengono giusto non generalizzare, e che danno il giusto valore alle cose.
P.S.: so di non aver dato il meglio di me con questo post, comunque mi premeva rendere noto ai più il mio pensiero rivolto al Beneventano Medio, i cui segni caratteristici sono: il conformarsi alla moda del momento (uno dei prox argomenti che saranno trattati); la parlata in dialetto; il basso grado culturale; e la tendenza a sentirsi, e a cercare di essere, migliori degli altri, non accorgendosi di rivaleggiare, il più delle volte, con un proprio clone.
Ossequi!
In questo nuovo trattato sociologico, il contesto osservato è sempre quello campano-meridionale, ma l'argomento trattato può benissimo toccare anche altre zone del Sud Italia o, perchè no, anche del resto della penisola. Sicuramente vi sarà capitato innumerevoli volte di incontrare un vostro conoscente per strada; sull'autobus; in un locale; al supermercato; all'università e quant'altro... E nella maggior parte dei casi, il vostro (o il suo) saluto iniziava così: "Uè bello/a! Come stai? Tutt'apposto?"
Fermiamoci qui ed analizziamo l'ultima parte della frase: "Tutt'apposto?" Ci troviamo di fronte ad una delle classiche frasi di rito delle nostre zone. Ora, cosa dovrebbe attirare la nostra attenzione nel "Tutt'apposto?" Voglio premettere che la sociologia, nelle continue diversità individuali che la nostra società vuol farci credere di avere, ha trovato dei punti in comune che ci rendono l'uno simile all'altro.
Tornando al nocciolo della questione qui aperta, voi come rispondete a questa domanda? Sembrerà strano, ma il più delle volte non ci si pensa affatto e si risponde così: "Tutto bene!" Poi passano alcuni secondi (nei quali si è avuto il tempo di pensare), ed al "Tutto bene!" si aggiungono le reali risposte che volevano dare, ma che il tempo tra domanda e risposta non ci ha permesso di pronunciare.
ESEMPI:
1) "Tutto bene! Anche se proprio poco fa sono stato bocciato ad un esame..."
2) "Tutto bene! Però l'altro giorno è morto mio nonno di infarto..."
3) "Tutto bene! Solo che ieri sono stato male per una forte diarrea..."
Per non dilungarmi troppo ricapitoliamo:
PREMESSA 1
La frase di rito: "Come stai? Tutt'apposto?" detta dall'individuo salutante, esige dall'individuo salutato una risposta rapida, data senza pensare alle sue reali condizioni sentimental-umorali e fisiche.
PREMESSA 2
Dopo un brevissimo lasso di tempo, il salutato riformula la sua risposta.
CONCLUSIONE
E' la velocità eccessiva dell'attimo domanda/risposta che fa cadere in errore l'individuo salutato, facendogli poi riformulare, in seguito, la risposta precedentemente data.
La prossima volta che vi fanno questa domanda prendetevi qualche secondo di tempo, pensate e poi rispondete; non cadete nella trappola del "Tutt'apposto?"
Oggi è sabato, e qui non ci piove. Sabato, sabato, sabato. Per molti ragazzi è un giorno sacro: il giorno da dedicare al divertimento con gli amici, dimenticare i dispiaceri avuti nell'arco della settimana, ed andare in giro con il/la proprio/a moroso/a. Proprio su questo punto vorrei soffermarmi, anche perchè è un argomento di cui volevo trattare già da tempo, ma non sapevo come introdurlo qui su perverseallstar, ora ci son riuscito.
Da tempo immemore, la mia natura sociologica, mi ha spinto nel fermarmi ad osservare i vari comportamenti che due individui (maschio e femmina) possano avere tra di loro nell'ambito di una relazione amorosa; ciò che mi colpiva più di tutto era però il modo in cui i due piccioncini di turno solevano nomarsi nella loro intimità: i soprannomi amorosi. So che una delle regole (alquanto contraddittorie tra l'altro) della sociologia è immergersi nel contesto che si vuole osservare per trarre conclusioni, facendo attenzione però che queste conclusioni siano il più obiettive possibili. Ciò è difficile, perchè è assolutamente normale che una persona abbia una visione soggettiva della realtà osservata al suo interno.
Non voglio dilungarmi e quindi arrivo al nocciolo della questione: ...MI STANNO TROPPO SUL CAZZO QUEI SOPRANNOMI CAZZUTI CHE SI DANNO I FIDANZATI ! E precisamente due di questi non li riesco proprio a sopportare: AMO' & TESO'.
Penso che i soprannomi suddetti siano una prerogativa della nostra zona geografica, e mi farebbe piacere avere anche delle testimonianze da gente di altra estrazione regionale per confrontarle...
E' mai possibile sentire dialoghi del genere?
Lui: - Amò, stasera ci andiamo a fare 'na pizza?
Lei: - No Tesò, oggi non ne ho voglia, andiamo al cinema...
E ce ne sarebbero tanti altri poichè sono estremamente duttili.Comunque, cari fidanzatini (anche quelli che navigano su internet e passeranno presso questi lidi telematici), abbiate un pò più di inventiva per quanto riguarda i soprannomi con cui vi chiamate nell'intimità. E poi lasciatemi declamare un rimprovero diretto a quelle ragazze che si incazzano quando il loro ragazzo le chiama per nome dicendo: "mica sono una tua amica". A questo punto un bel "zoccola mia, vieni qua" ci starebbe proprio bene.
A Rivederci!
P.S.: per ora ho trovato solo questo link su una discussione simile: http://www.livejournal.com/users/miic/101212.html

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